IL LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA


Tra i vari casi di giustificazione del licenziamento di un dipendente troviamo la giusta causa, ipotesi non sempre ben comprensibile e precisa.

La giusta causa consiste in quel comportamento del lavoratore di tale gravità da non rendere possibile la prosecuzione del rapporto di lavoro autorizzando così il datore di lavoro al licenziamento in tronco senza obbligo di preavviso.

Ma, in concreto, quali sono i comportamenti del lavoratore che possono portare a tanto? Premesso che è sempre il Giudice a valutare, caso per caso, possiamo considerare come legittimi i licenziamenti verificatisi, ad esempio, per i seguenti motivi:

  1. Il lavoratore che sia rimasto ingiustificatamente assente per tre giorni al termine di un periodo di malattia, creando disagi organizzativi all’azienda;
  2. L’accusa non provata rivolta da una lavoratrice, mediante una lettera di diffida comunicata alla dirigenza aziendale e divulgata a mezzo stampa, al capo del personale di essere stata sessualmente molestata;
  3. Il lavoratore di un grande magazzino che occulta delle musicassette o che viene trovato in possesso di una pinza ed un cacciavite di proprietà aziendale, beni nascosti nel suo zainetto;
  4. Falsa timbratura dei cartellini marcatempo, al fine di eludere i controlli aziendali sulle entrate e sulle uscite;
  5. Lavoratore che si rende protagonista della diffusione di notizie false ed infamanti per il datore di lavoro configurandosi così a suo carico il reato di ingiuria e/o diffamazione;
  6. Il lavoratore che ha ripetutamente sottoposto una collega ad attenzioni sentimentali e sessuali assoggettandola anche a trasferimenti di ufficio al fine di ottenere da lei l’accettazione del corteggiamento;
  7. Indossare un abbigliamento incompatibile con l’immagine dell’azienda. E’ stato il caso di un lavoratore che con atteggiamento di sfida verso l’azienda indossava un cappello alla messicana e una stella da sceriffo con serio pregiudizio dell’immagine dell’azienda agli occhi dei clienti;
  8. Il lavoratore che si rifiuti di lavorare.

Tutte questa sono solo alcune ipotesi di licenziamento per giusta causa che hanno trovato conferma nelle aule dei tribunali ma la categoria è in continua trasformazione.